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Stampaggio

Il processo di stampaggio di articoli tecnici in gomma si avvale principalmente dell’utilizzo di una pressa, di conformazione e modalità di apertura dei piani pressa variabile, di uno stampo e di una serie di successive operazioni atte ad implementare le caratteristiche del prodotto ed a garantire la rispondenza di determinati parametri chimici, fisici, geometrici, funzionali od estetici.


In dettaglio, il processo di stampaggio può essere ricondotto a tre differenti tecnologie di produzione:


  • Stampaggio a compressione
  • Stampaggio a transfert
  • Stampaggio ad iniezione


Lo stampaggio a compressione è il metodo più tradizionale utilizzato per lo stampaggio di articoli tecnici.
26 - schema stampaggio compressione
Tuttora parecchio utilizzato per la sua versatilità ed in genere per la maggiore conseguente economicità degli stampi impiegati, esso prevede l’impiego di presse verticali con piani orizzontali.
La gomma cruda, sotto forma di semilavorati sbozzati in forme opportune, viene caricata dall’operatore, o eventualmente per serie molto numerose da manipolatori, all’interno dello stampo aperto e termicamente condizionato.
Alla chiusura dei piani pressa il materiale, precedentemente pesato opportunamente in modo da poter riempire poco più di tutte le cavità presenti nello stampo, fluisce nello stampo stesso e si vulcanizza per effetto della temperatura e della
pressione imposta. Dopo un tempo variabile a seconda del tipo di materiale utilizzato, del volume del pezzo e di altri parametri, lo stampo viene aperto ed i pezzi rimossi.
Lo stampaggio a transfert è considerabile come l’evoluzione dello stampaggio a compressione ed è stato sviluppato per consentire l’immissione della gomma dello stampo in posizione di chiusura, qualora la geometria del pezzo da stampare non ne consentisse il caricamento a stampo aperto.
27 - schema stampaggio transfert

 

Durante questo processo, anch’esso solitamente attuabile per ovvi motivi su presse verticali, il crudo viene caricato all’interno di camere ricavate sulla parte superiore dello stampo in posizione di chiusura della piastra intermedia ed in comunicazione tramite canali generalmente capillari con le cavità. Alla chiusura dei piani pressa il materiale viene premuto da un pistone solidale al piano superiore ed iniettato nelle cavità dello stampo vero e proprio.
Lo stampaggio ad iniezione, riuscito connubio che abbina alla tecnologia di stampaggio tradizionale unità di plastificazione e dosatura per il caricamento e l’iniezione nello stampo, ha introdotto il necessario salto tecnologico che ha reso possibile soprattutto la produzione su serie elevatissime dei particolari stampati in gomma garantendo una ripetibilità del processo altrimenti difficilmente raggiungibile.
28 - schema stampaggio iniezione
La pressa per stampaggio ad iniezione può essere conformata indifferentemente secondo apertura orizzontale o verticale, non essendo più necessario caricare il crudo nello stampo sfruttando la forza di gravità.
Il materiale viene dosato ed iniettato tramite appositi gruppi di iniezione all’interno dello stampo, le cui cavità vengono raggiunte dalla gomma plastificata grazie ad apposite canalizzazioni ricavate sullo stampo o semplicemente, ma più di rado, iniettando il materiale a stampo non ancora completamente chiuso.

 

 

 

 

Tale processo, caratterizzato come anticipato da un’elevata ripetibilità ed affidabilità complessiva, garantisce di conseguenza standard qualitativi elevati e costanti oltre a consentire un’eventuale e pressoché totale automazione del ciclo macchina, scarico pezzi compreso.
Tecnoextr Spa utilizza tutte e tre le tecniche di stampaggio sopracitate, avendo a disposizione un parco macchine adeguato e completo, affidabile e costantemente aggiornato, quindi, in funzione del tipo di articolo da produrre, il nostro ufficio tecnico sarà in grado di suggerire le soluzioni opportune ed il tipo di processo più favorevole ed indicato. A seconda del tipo di processo da adottarsi, la conformazione dello stampo varia di conseguenza, secondo la generica differenziazione esposta in precedenza.

 

 

 

 

Invece, per tutt’altri motivi, ad esempio nel caso dello stampaggio di passacavi o di articoli con sottosquadri molto accentuati, la conformazione stessa dei pezzi richiede un tempo notevole per lo scarico dei pezzi, per cui viene meno la necessità di sfruttare la velocità del ciclo ad iniezione e conviene indirizzarsi verso una maggiore copertura dello stampo incrementando il numero di impronte ed adottando lo stampaggio a compressione.
Talvolta, per motivi legati alla struttura stessa dei materiali polimerici e della gomma in particolare, lo stampaggio a compressione è preferibile in quanto le caratteristiche meccaniche del pezzo stampato possono essere migliori di un omologo prodotto ad iniezione.
Durante lo stampaggio ad iniezione, infatti, il fuso viene iniettato a temperatura e pressione elevata ed a conseguente bassa viscosità nei canali ricavati nello stampo. In queste condizioni e con determinati presupposti, nei polimeri possono
spezzarsi le catene di cui sono composti oppure può essere indotta la vulcanizzazione in punti ed in tempi non desiderati e può prodursi quindi una struttura imperfetta nel vulcanizzato, conseguenza del flusso troppo spinto che l’ha generata.
Sebbene ovvio, ma si ripete che l’elenco delle motivazioni è decisamente più esteso e diversificato e che comunque una scelta deve essere fatta solo dopo aver considerato il maggior numero possibile di variabili ed ipotesi, da ultimo si sottolinea che spesso la decisione viene presa in via definitiva al termine della valutazione dell’investimento in termini economici che richiedono l’una o l’altra soluzione e che a tal riguardo sia innegabile che gli stampi ad iniezione siano più costosi e che debbano essere fatti oggetto di un’adeguata messa a punto per garantire un prodotto numericamente e
qualitativamente conforme all’investimento necessario per svilupparli.

Tutte queste considerazioni e la soluzione di questo genere di problematiche sono patrimonio del personale del nostro ufficio tecnico, tecnici esperti e qualificati a cui rivolgersi per aiutarvi a sviluppare ed a produrre gli articoli da voi desiderati e per comprendere al meglio i motivi delle scelte operate.

 

 

Il lay out di uno stampo, ovvero la disposizione delle cavità in uno stampo e la suddivisione dello stesso in un certo numero di componenti, come accennato in precedenza è strettamente correlato alla geometria dell’articolo da produrre.
Per questo motivo, sebbene ad un non addetto ai lavori ciò possa sembrare di secondaria importanza, è fondamentale conoscere la funzione del pezzo e le cosiddette condizioni al contorno, ovvero i vincoli geometrici a cui il pezzo verrà assoggettato in opera, i carichi o forze a cui verrà sottoposto e la disposizione e la funzione delle superfici di contatto.

 

 


 

Ultima operazione elencata, ma assolutamente la più importante e non necessariamente da porre in atto solo al termine del processo produttivo, è il controllo visivo, comunemente detto cernita.Con frequenza definita dal piano di controllo
posto in atto nel singolo lotto di produzione, i pezzi vengono ispezionati visivamente già in uscita dallo stampo, per correggere subitamente eventuali difettosità rilevate durante lo stampaggio, e successivamente vengono cerniti
da personale esperto in funzione delle specifiche relative onde raggiungere lo standard qualitativo richiesto.

 


Si riporta di seguito un estratto dai piani di campionamento e controllo finale attualmente in vigore presso Tecnoextr Spa (collaudo semplice ordinario per attributi a norma ISO 2859).


A seconda del livello qualitativo richiesto, quindi del numero di difettosità ammissibili in un singolo lotto di produzione, la cernita avviene secondo modalità prestabilite ed effettuata su campioni di entità variabile sino ad arrivare
all’intero ammontare del lotto.

32 - tabella LQA secondo ISO 2859

Tecnoextr Spa produce articoli tecnici in gomma utilizzando tutti i materiali attualmente reperibili sul mercato, di qualità certificata e costantemente monitorata sia in fase di ricevimento merce che in produzione, mediante continui e scrupolosi controlli di laboratorio.

 

Tali proprietà sono in ogni caso relative a mescole standard e di conseguenza, per impieghi specifici o per vostra richiesta di ulteriori informazioni in merito, si consiglia di contattare il nostro ufficio tecnico.
Anche nel caso degli articoli stampati, così come per i prodotti estrusi, esistono delle normative specifiche che regolano e giustificano l’impiego di tolleranze dimensionali adatte allo scopo ed alle caratteristiche del materiale utilizzato. Tecnoextr Spa utilizza e consiglia il rispetto delle tolleranze dimensionali su articoli stampati di forma complessa della norma UNI ISO 3302-1 classe M2.
Per casi specifici, comunque da concordare con il cliente in fase di progettazione e sviluppo, può essere concesso per determinate dimensioni il rispetto della classe M1.
33 - norma ISO 3302-M

A partire dallo studio della geometria del pezzo e dalla ricerca del materiale più idoneo per l’applicazione specifica richiesta, alla prototipazione mediante stampi pilota, sino allo sviluppo del più avanzato stampo di produzione per ottenere il prodotto con il migliore compromesso tra costo e prestazioni, Tecnoextr Spa si è creata un’eccellente reputazione come partner altamente qualificato per lo sviluppo di articoli tecnici stampati in materiali elastomerici.